I poderi di una volta avevano come confini, come punti sicuri di misura, gli alberi. Agli angoli degli appezzamenti venivano piantati alberi che garantivano negli anni la sicurezza di un confine.
Nelle mappe austriache del 1845 esiste il disegno di un podere che fu comprato da un’antica famiglia veneziana che costruì la casa padronale con granaio e una stalla. Sul muro della stalla, dalla parte che guarda il Canalbianco, fu posto lo stemma della famiglia Papadopoli. I confini furono ben delimitati con alberi.
Uno di questi alberi, un pioppo della circonferenza di quasi 5 metri, esiste ancora. Uno di questi alberi (pioppi neri) fu decapitato da un fulmine circa 20 anni fa, un altro morì, sempre circa 20 anni fa, pensando che, come pioppo, aveva vissuto abbastanza, ma uno di questi, della circonferenza di quasi 5 metri, esiste ancora e si trova nel confine fra la tenuta Renesto e il podere chiamato oggi “Ca’ Scirocco”.
La famiglia veneziana di origine greca dei Papadopoli, ha legato il suo nome ad Adria ed alle campagne fino al mare. Buona parte del delta era di sua proprietà. Il detto usato dal popolino per far abbassare la cresta a qualche galletto presuntuoso era appunto: “ehi, cridito de esere Papadopoli?”.
Questo antico impero terriero, fu venduto tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, a causa di debiti di gioco e di speculazioni sbagliate.
In molte parti del Polesine si vedono ancora stalle e case rurali con lo stemma di questa antica famiglia di origine greca.
Anche il possedimento chiamato ora “ Ca’ Scirocco”, presenta ancora lo stemma su fronte sud della stalla, ma, cosa ancor più importante, conserva ancora il pioppo centenario.
Fu venduto al fattore di Papadopoli: il sig. Nordio Ercole.
L’atto di cessione è datato 1917 e da allora il pioppo giganteggia sul confine con le aziende vicine.


